giovedì 14 luglio 2016

Ora ti insegno a camminare

So che può sembrare strano detto da una che non ha mai imparato manco a reggersi in piedi, ma nessun bipede sa camminare in modo razionale. Giuro: deambulate tutti, indistintamente, in modo illogico. E io lo so bene, perché trascorro le giornate facendo slalom tra la folla con la mia B600, cercando di intuire i tuoi spostamenti per evitare (il più delle volte) di investirti. Il momento peggiore è quando scendo dal treno, incastrata in questa mandria di creature senza alcun istinto di conservazione, che io cerco sinceramente di non calpestare. Un minimo di collaborazione alla salvaguardia della tua specie bipede mica guasterebbe.

Così oggi ho deciso di insegnarti come camminare in modo decente.
Ecco le regole di base:
1)     Come insegna la geometria piana, la via più semplice per andare da un punto A ad un punto B è una linea retta, soprattutto se la strada che stai percorrendo è effettivamente diritta. E allora perché Diavolo ti sposti lungo una traiettoria sinusoidale?! Ti si è forse spanato il sistema di navigazione interno o mentre cammini segui le scie chimiche che hai nel cervello? Il test dell’alce fallo solo se a terra ci sono dei coni colorati.
2)    Non dico di mantenere una distanza di sicurezza come faresti con la tua macchina… ma che sto dicendo: manco in auto tieni le distanze di sicurezza! Comunque, ricorda che gli esseri viventi hanno uno spazio vitale che non dovrebbe mai essere violato da estranei. Ovviamente, i mezzi di trasporto pubblico rendono impossibile mantenere le corrette distanze sociali, tuttavia, pure tu ci metti del tuo, soprattutto quando sali su un vagone stipato con uno zaino militare in spalla e ti giri come una trottola sul tuo asse. Vedi di incrementare la tua autoconsapevolezza corporea e, se sai di essere goffo, non metterti in situazioni che non sai gestire. Impara la consapevolezza dei tuoi limiti da noi disabili o farai la figura del cieco al poligono di tiro (n.d.r.: senza le cuffie acustiche per mirare intendo).
3)    Contrariamente ad una carrozzina a motore, sul tuo posteriore non si accende nessuno stop, nessuna freccia, nemmeno una lucina di posizione che permetta a chi ti sta dietro di intuire i cambi repentini di rotta. Fai conto di essere in bici e, almeno quando devi girare, metti fuori un braccino, possibilmente non all’ultimo secondo.
4)     Usa scarpe anti infortunistiche. Ogni volta che mi ritrovo in spazi angusti con dei bipedi, non posso staccare gli occhi da quelle piccole appendici tenere e rosa, esposte alle intemperie, allo zozzo e a pericoli di cui non sei nemmeno consapevole, tipo una carrozzina a motore da 100 chili che sta cercando in ogni modo di non calpestarti. Che poi la sensazione delle dita nude sotto una ruota artigliata è proprio brutta, tipo quando schiacci uno scarafaggio e senti quello scrocchiare chitinoso e umidiccio sotto la suola della scarpa. Pertanto, niente infradito, niente calzature aperte in punta e, soprattutto, niente tacchi! Guarda che cadendo dai tacchi ti puoi pure spanare la colonna vertebrale: parlo per esperienza.
5)    Non camminare all’indietro. Probabilmente manco ti accorgi di farlo, ma spesso e volentieri, senza alcun apparente motivo, mentre sembri procedere in linea retta, di colpo ingrani la retro, e nemmeno ti fermi prima. Anche a me capita di dover tornare sui miei metaforici passi, ma per farlo, preferisco frenare e ruotare la carrozzina di 360°, così da vedere dove sto andando. Provaci anche tu, ed eviterai di sederti sulle ginocchia della disabile che procede dietro di te, lungo la medesima direttrice.
6)     Se sali sul mio stesso ascensore, ricordati che la cavalleria è una cosa e la razionalità un'altra. So che vuoi sembrare galante, ma tu occupi uno spazio minore della mia carrozzina, ergo, per aumentare appunto il mio spazio d’azione, è meglio se entri per ultimo, ma esci per primo. Altrimenti mi costringerai a manovre che nemmeno l’Enterprise che tenta di entrare a velocità warp nella biblica cruna dell’ago cardassiano. Idem quando tenti di appiattirti tipo sogliola sulla soglia della porta, per farmi entrare o uscire. E’ esattamente in quel momento che mi rendo conto di quanto un bipede sottostimi la superficie occupata dalle sue estremità podaliche e dalla trippetta.
7)    Non usare lo smartphone quando cammini, altrimenti comincerò a farlo anche io e poi vediamo chi dei due si fa più male in un eventuale scontro.
8)    Le corsie dei supermercati, l’uscita del vagone, l’ingresso di qualsiasi struttura e le vie di passaggio anguste non sono luoghi ideali per sostare, qualsiasi cosa tu senta il bisogno impellente ti fare, tipo chiacchierare con l’amica, mandare messaggi, cercare le chiavi in borsa e no, nemmeno per allacciare le scarpe.
9)    Quando cammini, guarda dove metti i piedi o io smetterò di guardare dove metto le ruote. Se vuoi darti al birdwatching, comunque Milano non è il luogo ideale, a meno che non ti interessino i piccioni, che potrai osservare comodamente guardando per terra più che per aria.
10)  Quando parli con qualcuno in sedia a rotelle, tieni le mani adese e contigue al tuo corpo. Non ti appoggiare al joystick e a nessun’altra parte della carrozzina. Non sempre mi ricordo di spegnerla nel caso in cui un bipede decida sconsideratamente di farmi pat-pat sulla manina che tiene il timone. Tecnicamente, se tocchi il mio joystick e ti investi, non è omicidio e nemmeno suicidio assistito. Se invece provi a fare il simpaticone e a salire sul retro della carrozzina a mia insaputa, sappi che non potrai più guardare con gli stessi occhi le scene dei film d’azione in cui un pirla salta sul tetto di un’auto in corsa e il pilota fa le peggio gincane per schiodarsi la zecca di dosso.
Guarda che io ti dico queste cose perché in fondo ti voglio bene. Odiassi davvero i bipedi, potrei investirne a centinaia ogni giorno, potendo sempre dimostrare la mia ragione sul foglio di costatazione amichevole.