lunedì 13 maggio 2013

Aforismi diversamente abili

Ogni formatore che si rispetti ha un bagaglio di aforismi e frasi motivazionali da sfoggiare durante i propri workshop. Io non sono da meno: spesso mi rifaccio a Sigmund (generalmente per sfotterlo), a Steve Jobs a Woody Allen, talvolta li frego addirittura dalla Bibbia: pare che più la fonte sia "autorevole" o conosciuta, più si faccia presa sul pubblico.
 
Ma, se devo essere onesta, gli aforimi che preferisco sono i miei.

In effetti a volte mi considero un Guru, e come ogni Guru che si rispetti, talvolta parlo per enigmi... più spesso per cazzate.

Le mie frasi fatte preferite sono le seguenti:

Tutti abbiamo dei limiti, ma non tutti siamo limitati.

Non chiederti solo cosa tu possa fare per il disabile, ma anche cosa il disabile possa fare per te.

Mi sono sempre domandata come facciano i normodotati a camminare… credo che una parte importante del loro sistema nervoso sia concentrata unicamente su questa difficilissima attività… e ciò spiegherebbe molte cose.

Non guardarmi dall’alto al basso: inginocchiati!

Fai come me: quando qualcuno mi insulta, gli passo sopra: a tutta velocità, con la carrozzina a motore.

Siamo tutti sensibili: alcuni dalla vita in su, altri dalla vita in giù.

Invece di star qui a rompermi le scatole, esci a fare due passi, tu che puoi!

Ci sono cose peggiori che essere disabili… essere te per esempio.

Sono così insopportabile che nemmeno le mie gambe mi reggono!

Le mie gambe funzionano male e mi tocca sostituirle con una carrozzina a motore. Peccato non esistano ausili per la tua carenza di buon senso. 

Non cerco nuovi amici, ma le candidature per muscolosi sollevatori di carrozzine sono sempre aperte.

Siamo tutti diversamente abili. Tu, ad esempio, sei diversamente abile nel rompere i maroni.

Il fatto che soffri come un mandrillo non ti autorizza a stracciare le gonadi ad un disabile, solo perché non si può spostare da un’altra parte.

Sei una persona in gamba... non che ciò sia necessariamente un complimento, per come la vedo io.

Visto Ascensore per l'Inferno e Scala al Paradiso. Da disabile, opto per la divinità che ha abbattuto le barriere architettoniche.

Mai farsi legare al letto per scopare con una paraplegica.

Se ce la posso fare io, tu… beh, mica possiamo farcela tutti.

Disabile è chi il disabile fa.

Se sei così stanco che non ti reggi in piedi, ricordati che quasi tutto si può fare anche stando seduti.

Non sono affatto una persona coraggiosa: non oso nemmeno alzarmi da una sedia per paura di cadere!

Un piccolo passo per l’uomo, un miracolo per la disabilità.

C’è chi nella vita si fa strada a pugni e chi a parole: a volte è difficile capire la differenza.
 
In materia di accessibilità, una denuncia vale più di mille suppliche.

I veri amici si vedono nel momento del bisogno… letteralmente intendo.

Il disabile che trova un amico, non se la fa addosso.

Quando vedi un  SUV sul posteggio per disabili, puoi scommetterci che lo guida un tiro-leso.

Camminare è un mezzo, non un fine.

Una delle mie battute preferite invece è: “Sono così ubriaca che quasi mi reggo in piedi!”

Mentre ai miei studenti, quando vogliono fare una domanda in un’aula gremita, dico sempre: “Alzati in piedi, almeno tu che puoi farlo!”

La mia preferita però mi è uscita di getto un bel giorno, durante il viaggio in treno verso Milano. Il treno era gremito, perché a causa di un guasto sulla linea, avevamo raccolto i pendolari di diversi altri treni. Una signora si fece strada a spintoni fino al posto disabili e, costatando che io occupavo ben due posti con la mia grossa carrozzina, commentò:

“Una volta i disabili li tenevano chiusi in casa!”

Senza scompormi ribattei: “Una volta, Signora, le streghe le bruciavano sul rogo. Come vede, ci abbiamo guadagnato entrambe dai tempi moderni”.

Fu la prima e l'unica volta che si levò una standing ovation dal vagone, ed era tutta per me: la Guru che non si regge in piedi.