mercoledì 18 novembre 2015

Dieci regole per sconfiggere la terrorismo-fobia



E’ ufficialmente cominciata la psicosi da terrorismo, precisa e prevedibile come l’ondata di depressioni pre, intra e post natalizie. Così ho deciso di dare qualche buon consiglio semi-professionale su come non farsi venire l’ansia da attentato. Un po’ perché mi sento buona, ma soprattutto perché vorrei evitare le solite richieste di sostegno psicologico non retribuito. 
Quindi, ecco a voi il magico decalogo per sconfiggere la paura del terrorismo, che è un po' come dire la paura della paura a stessa.

1. Ricorda dove abiti 
 
Se come me abiti in un paese tipo Bolladello, che nemmeno Google Maps sa dove sia, è estremamente improbabile che il bar del paese venga considerato oggetto d’interesse strategico dai terroristi, soprattutto se il bar si chiama “Mario”, “Rossi” o “Il Circolo”. Sì insomma, i terroristi ci tengono al marketing e non cercano di comparire su Il resto di Cusano-Milanino con titoli tipo: “Attacco terroristico al Mario: uccisi tutti e due gli avventori”. A parte che se i terroristi riescono ad arrivare a Bolladello, tanto di cappello, perché i miei amici sbagliano sempre strada.
Ma metti pure che vivi in città - Gallarate non vale come città e lo sapresti se fossi stato almeno a Londra o Parigi - o che ci lavori, ci sono cose che sinceramente dovrebbero preoccuparti molto più di un attentato. Per esempio attraversare la strada. Ogni settimana le statistiche contano 12 pedoni morti e 393 feriti, se poi vai in bici o in moto, il tuo destino è praticamente segnato, diciamocelo. Ma scommetto che a te delle statistiche frega molto poco: per quello continui a rischiare la vita guidando la macchina e poi magari non prendi l’aereo, che rimane sempre e comunque il mezzo di trasporto più sicuro, anche a confronto dei tuoi piedi. 

2. Ricordati chi sei

Sì dai: non sei mica Indiana Jones. Il massimo che fai è andare in pizzeria o al cinema, quando eccezionalmente riesci a schiodarti dal divano. E’ molto più verosimile che ad ucciderti sia proprio il tuo stile di vita sedentario, piuttosto che una bomba. Anzi, a dirla tutta, se sei invece il tipo di persona che esce spesso, viaggia, va a teatro o ai concerti, è estremamente probabile che non ti passi nemmeno per la testa di rinunciare alle tue abitudini per paura dei terroristi. Vedi, di solito a farsi spaventare sono più le persone pigre o vecchie (non necessariamente in senso anagrafico), che in fondo hanno bisogno di ulteriori scusanti per non alzare il culo dalla poltrona. Forse non te lo hanno mai detto, ma se sei relativamente in salute e hai il pensiero frequente della morte, è perché non stai vivendo abbastanza. E’ il tuo inconscio che ti urla che ci sono un sacco di cose interessanti da fare e che stai buttando via il tuo tempo. Insomma, povero ES, lui ci prova in tutti i modi a farti capire che la vita non può essere tutta qui! Certo che se poi non lo ascolti, non gli resta che spaventarti con l’idea che potresti morire in qualsiasi momento senza aver vissuto come potresti davvero. Pensavi veramente che gli attacchi di panico dipendessero unicamente dall'affrontare un esame, piuttosto che dall'idea che potresti aver scelto il corso sbagliato? Per dire...

3. Ricordati che devi morire comunque

Ti do questa notizia scioccante: qualsiasi cosa tu faccia o non faccia, morirai. La vita è l’unica malattia a trasmissione sessuale con un tasso di mortalità del 100%. L’incubazione può essere più o meno lunga, ma non ne uscirai vivo comunque. Ci sono stati solo due casi di resurrezione nella storia umana, entrambi non comprovati scientificamente.

4. Se credi nella prevenzione, stai sbagliando qualcosa

Ci sono delle cose che possiamo ragionevolmente fare per aumentare le nostre probabilità di vivere più a lungo, ma evitare i luoghi affollati e i mezzi di trasporto pubblico, o non uscire di casa, non rientrano tra queste. Anzi, a dirla tutta, lo sai che esistono molte più probabilità di essere ucciso da un tuo convivente che da un estraneo? Se vuoi davvero provare a vivere più a lungo, mangia cibi sani, fai moto e non rompere le palle al prossimo con le tue teorie sulle scie chimiche o sulla pericolosità dei vaccini. Non so più come dirtelo: stai temendo le cose sbagliate. Non hai bisogno di un terrorista per ucciderti: sei bravissimo a farti del male anche da solo.

5. Ricorda che se usi il trasporto pubblico, l’ISIS è l’ultimo dei tuoi problemi

Smettila di guardare ogni viaggiatore straniero con sospetto. Non scrutare terrorizzato ogni bagaglio appoggiato per terra. Soprattutto se stai viaggiando con Trenitalia o Trenord, non ti servono paure irrazionali quando hai a disposizione delle certezze tipo:
     - Arriverai in ritardo nel giorno più importante della tua vita.
     - A dicembre si geleranno gli scambi, lasciandoti ore su un treno sepolto nella steppa innevata, senza riscaldamento.
     - Verrai colto da un malore tra luglio e agosto, perché il condizionatore non funziona.
     - Almeno una volta l’anno, qualcuno deciderà di farla finita buttandosi proprio sotto il tuo treno.
    - Ti prenderai un virus all’altezza delle più sofisticate armi batteriologiche dal bambino dall'aria innocente che tossisce in fondo al vagone. 

     6. Usa la tua intelligenza

Anche se non è mai stata il tuo forte, e nemmeno il mio, la matematica continua a non essere un’opinione. Non confondere ciò che è possibile con ciò che è probabile. Santo cielo, è persino possibile che tu venga ucciso da un meteorite, ma scommetto che non vai in giro terrorizzato guardando costantemente il cielo... o forse adesso che te l'ho detto, sì. Lo so che sei capace di ragionamenti intelligenti, è che spesso te lo dimentichi.   

      7. Sii il bastian contrario che sei sempre stato

I terroristi vogliono terrorizzarti. Ora, com’è che se l’OMS ti invita a non mangiare la carne rossa tu sbandieri ovunque il tuo coraggio ingozzandoti di costine, mentre se uno sparuto gruppo di terroristi a 1300 chilometri dice che devi avere paura, tu hai paura? Guarda che nel tuo frigo ci sono molte più cose che potrebbero ucciderti che fuori casa, eppure di quelle decidi di non aver paura. E tra l’altro fai bene: togli tutti i fritti, i dolci, gli affettati e l’alcol dalla tua vita e poi? Vivrai due giorni di merda in più. Insomma, da quando sei il tipo che fa tutto ciò che gli altri gli dicono di fare?

8. Non puoi controllare tutto  

So che ti piacerebbe, in verità piacerebbe a tutti, ma semplicemente non potrai mai controllare ogni cosa. Per quanto tu sia metodico, organizzato, preciso e attento, ci sono e ci saranno sempre eventi che sfuggiranno al tuo controllo. Così hai due scelte: diventare ossessivo-compulsivo e verificare dieci volte se hai chiuso la macchina, oppure accettare che pure se l’hai chiusa, possono comunque fregartela sfondando il finestrino. Non è che ti sto suggerendo di non chiudere più la macchina, ma ti sto dicendo che certe azioni preventive hanno un senso se hanno un limite. Va bene chiudere la macchina e ti concedo pure di tornare indietro a controllare una volta, ma fermati lì. Il terrorismo sfrutta proprio il fatto che è impossibile controllare tutto e tutti, ma ti dò una notiziona: la sfiga in generale funziona secondo lo stesso principio.

9. Chiediti come vuoi morire

Allora, partiamo dal presupposto che io so per certo che i modi statisticamente più probabili per me di morire fanno davvero schifo. E’ probabile che col tempo la mia capacità polmonare peggiori ulteriormente e trascorra gli ultimi anni rantolando in cerca d’aria. Se mi andrà meglio, probabilmente sarà un’influenza degenerata in polmonite a stecchirmi un po' meno lentamente, alla faccia dell’anti-influenzale, che è tutto ciò che posso ragionevolmente fare per limitare l’incidenza di questa probabilità. Anche non dovessi perire così, ci sono buone probabilità che muoia come te, ovvero per infarto, ictus o cancro. Tra l’altro, tutte cose che di solito non hanno nemmeno la decenza di ammazzarti la prima volta o sul colpo. Sì insomma, a ben vedere una pallottola in fronte è più dignitosa.

      10. Affronta le tue paure

Lascia che te lo dica una psicologa: l’unico modo per superare una paura, specie se irrazionale, è affrontarla. Hai paura di nuotare? Nuota. Hai paura di volare? Vola. Hai paura di morire? Muori… l’ultimo sembra uno scherzo, ma la paura di morire è una delle principali concause di morte per suicidio. Giuro che è vero. Diciamo che come modo per risolvere la fobia in effetti è un po’ estremo. Di solito io preferisco suggerire il sistema della desensibilizzazione graduale. Così, per esempio, a chi ha paura di annegare, suggerisco di iniziare dalla vasca da bagno, per poi passare alla piscina dei piccoli, col salvagente. Non è che li butto direttamente in mare come fece mio padre con me per scoprire se sapevo nuotare… cosa che comunque a volte funziona lo stesso. 
Tipico delle paure non affrontate è che, invece di risolversi, si estendono. Cominci con la fobia di salire sulla Metro e finisci per chiuderti in casa, perché poi iniziano a farti paura anche i treni, le macchine, la strada e i luoghi aperti in generale. Così, se pensi davvero che un musulmano possa attentare alla tua vita, magari prova a conoscerne prima uno. Io l’ho fatto sai? Ieri ho invitato alcuni studenti di razza evidentemente non ariana a bere un caffè. Ci ho parlato, abbiamo condiviso alcune impressioni sugli attentati di Parigi e alla fine ho scoperto che non erano mica arabi, ma indiani. Sì cioè, mi sono resa conto che un arabo non so nemmeno distinguerlo da qualsiasi altro bipede, così mi sono rifiutata di aver paura dell’intera razza umana. Che poi so per certo che esistono pure musulmani biondi. Sì insomma, è una religione, mica un’etnia. Tu lo sapevi? Anzi, mi dicono che pure se uno è musulmano mica è detto che sia un terrorista. Pare che ci siano tanti musulmani terroristi quanti cristiani che indossano il cilicio.

Voglio lasciarti con una storia vera, che racconto sempre a chi mi dice di aver paura di volare. Parla di un uomo che aveva paura di prendere l'aereo. Così, per tutta la vita, si è rifiutato di volare, perdendosi molte cose, tra le quali il matrimonio della figlia, che viveva in un altro stato. Poi arriva l'11 settembre 2001 e lui è nella prima Torre, proprio nel punto di entrata di quel maledetto aereo. Dopo tutto, è riuscito comunque a morire in un incidente aereo... e non stava nemmeno andando da nessuna parte. Come dire che se è davvero il tuo destino, non c'è nulla che tu possa fare per evitarlo, se non divertirsi nel frattempo.
Bene. Questo è tutto. Se ora temi un po’ meno l’ISIS e hai un po’ più paura di attraversare la strada significa, se non altro, che nessuno potrà accusarti di essere irrazionale.

Ti voglio bene, quindi guarda a destra e a sinistra prima di attraversare eh!




martedì 10 novembre 2015

Guasti meccanici di origine psico-somatica


-    Il ginocchio ha qualcosa che non va.
-    Io non sento niente.
-    Guarda, non riesco nemmeno a girare. Se faccio così, si blocca!
-    E tu non fare così.
-   Ma come faccio ad andare in giro conciata a sta maniera?! Magari è il menisco. Fa un rumore strano…

-    Beh, per ora riesci a usarlo lo stesso no? Se poi si rompe, lo portiamo dal Dottore.

Sembra di dialogare con uno stronzo insensibile vero? Eppure, sostituite il termine “ginocchio” con “carrozzina a motore” ed otterrete una riproduzione molto verosimile delle risposte del cazzo che mi vengono date quando sostengo che la mia sedia a rotelle ha qualcosa che non va.
I bipedi hanno la stramaledetta abitudine di non considerare i guasti delle sedie a rotelle tanto gravi e preoccupanti quanto quelli alle componenti biologiche.

Ohhhhh! Sveglia!

Se mi si rompe una gamba, a parte il dolore, non è che mi cambi poi radicalmente la vita. Tanto già non camminavo prima. Ma se mi si rompe il motore, cazzo questo sì che è grave! 
     
Fa la differenza tra muoversi e non muoversi. Per inciso, con i tempi dell’ASL, c’è pure il caso che l’osso di una gamba si saldi prima che mi cambino un pezzo della carrozzina.
Ma niente, voi siete e resterete normo-pensanti: per voi la parte biologica è sempre più importante di quella meccanica, pure se quest’ultima funziona decisamente meglio. 

Eh certo: perché la parte meccanica si può sempre rimpiazzare vero?

Cazzo, si vede proprio che non ve ne intendete di pratiche ASL…

Per fortuna a casa abbiamo delle vecchie carrozzine di riserva, ferme da anni. Se poi in casa i disabili sono due, hai proprio un gran culo e qualcosa lo raffazzioni sempre su. Riesci a cannibalizzare un pezzo qua, smontare un tubo là, fregare una batteria. Così forse rimetti in moto una delle tue vecchie e speri che resista abbastanza da riavere la carrozzina attuale riparata… e ci sono buone probabilità che arrivi prima l’Armageddon. 

Comunque è gratis eh: paga tutto l’ASL. Tu al massimo ci perdi un mese di lavoro mentre attendi, se non hai una sostitutiva. Quelle che ti prestano loro generalmente sono residui bellici del ’15-’18: maneggevoli come un panzer, ma non altrettanto efficaci nell’affrontare le barriere architettoniche. 
A parte che adattare la postura ad una carrozzina non costruita per te è come indossare abitualmente le babbucce di lana e ritrovarsi delle scarpe tacco dodici di due numeri più piccole del tuo piede. Certo, in realtà non so davvero come ci si senta ad indossare delle scarpe col tacco di due misure più piccole, ma almeno io mi sforzo di capire i bipedi cazzo!

Io comunque sto ancora solo aspettando che mi dicano quando la verranno a prendere per la riparazione, che c’è un tempo d’attesa pure per attendere. Diciamo che i meccanici scelti dall’ASL non avranno mai un futuro nella Formula Uno.
 
Ma quello che mi manda più in bestia, è che tutti dubitano di quel che dici, quando lamenti un problema meccanico. Come se tu non ci stessi seduta sopra quasi ventiquattr’ore al giorno. Come se non facesse parte di te. Come se non la conoscessi quanto te.


-    Ho un problema: il motore è sgranato
-    Che ne sa che è il motore?
-    Fa il rumore di una moto da enduro
-    E allora?
-    È una sedia a rotelle…
-    Ma per adesso va no?
-    Ha ragione sa? Vado a Milano da sola come al solito: al massimo se si ferma, scendo e me la faccio a piedi.

E' che il bipede non ha ancora capito quanto sia fondamentale la  parte meccanica per la qualità della vita di un disabile. Crede che sia secondaria. O forse no... forse è così avanti che pensa che le carrozzine a motore abbiano una mente e possano pertando sviluppare guasti di tipo psico-somatico. Vuoi vedere che sbaglio io? La prossima volta che non funziona bene, il Lexotan provo a darlo a lei, anzichè spararmelo io.
 
Convivere con tutta questa intelligenza, finirà con l’uccidermi.
 
CandyRed rimettiti presto: io e il gatto non possiamo vivere senza di te.




martedì 27 ottobre 2015

Toccami le tette


La prima volta che mi sono irritata e vergognata profondamente quando mi hanno accarezzato la testolina è stato a Lourdes. Premetto che avevo circa tredici anni e che comunque a Lourdes non ci volevo assolutamente mettere ruota. Non che fossi già atea, ma i bambini sanno per istinto cosa farà loro del male e di solito si sbagliano solo quando si tratta dei broccoli. A volersi recare a tutti i costi in quella terra della Madonna dimenticata da Dio, era mia nonna, da poco reduce dall'ictus che le aveva paralizzato il lato destro del corpo. Come tutti i parvenu della disabilità, mia nonna fece un dramma della sua nuova natura. Se a un certo punto se ne fosse pure fatta una ragione, probabilmente avrebbe vissuto un po’ meglio gli ultimi anni. 

I bipedi sono stupefacenti: ne incontro capannelli ogni mattina in perenne attesa, davanti agli unici due ascensori che servono uno stabile di centinaia di persone, ma se mai un giorno diventassero incapaci di fare le scale, ecco che d’un tratto sarebbe la catastrofe. Ma se non le fanno manco finchè possono!

Tornando a nonna, come ogni bipede che subisce la metamorfosi allo stato disabile, soffriva indicibilmente per il nuovo status. Non che non fossi già allora capace di comprenderne il perché, solo che magari mi urtava sentirle dire che lei "così" non poteva continuare a vivere. Io "così" ci ero più o meno nata e non mi sembrava tanto orribile. Anzi - dal mio punto di vista di allora - la consideravo un’ingrata per essere stata tanti anni come io non sarei mai stata e lamentarsi così perchè la pacchia era finita. 

Oggi giuro che colgo decisamente meglio il senso di perdita di ciò che si era prima, ma unicamente perché sto invecchiando. Però è da dire che invecchio comunque molto meglio dei bipedi, essenzialmente perché io non ho mai dato per scontato di arrivare a farlo. 

Una cosa però ho in comune con alcuni bipedi: pure io mi sparerei se fossi stupida al punto di dire ad una persona in carrozzina che - nei suoi panni - mi sparerei. Eddai, se non cammini ci sono delle splendide carrozzine a motore, ma un cervello intelligente non lo sostituisci con niente.

Tornando a Lourdes, mia nonna trucidò le gonadi a mia madre, finché ella non si rassegnò a portarcela. Pensando erroneamente che tentar non nuoce e che due handicappati is megl che one, si trascinò dietro pure la più che recalcitrante primogenita. 

Fu Lourdes a trasformarmi da bambina convinta di essere graziosa, simpatica e intelligente a preadolescente preoccupata di come appariva agli occhi degli altri. E tutto iniziò con una carezza. Lì, in quel marasma di vecchi e storpi imploranti, che all’epoca mi sembravano molto più vecchi e storpi di me, una signora si avvicinò, mi accarezzò la testolina, mi prese una mano fra le proprie e sussurrò dolente: “Courage, courage!” 

E così compresi che, per i bipedi, non vi era alcuna differenza tra me e quegli sfigati piagnucolanti che pregavano per... cosa?! Come mia nonna, per guarire e trascorrere gli ultimi anni di vita sana, quando sana lo era stata molto più di me? Per essere in grado di accettare la volontà di Dio? Per riuscire a tollerare la sofferenza? Per non essere più ciò che sono? Perchè diavolo prega sta gente?! Io non l'ho mai capito. Io sono soddisfatta di ciò che sono, me ne strafrego della volontà di Dio e credo negli antidolorifici ora e nell'eutanasia quando non dovessero più far effetto. Vorrei guarire? Mah... non sono così convinta che camminare mi migliorerebbe la vita, poichè tanta ironia sarebbe socialmente inaccettabile in una bipede. E senza ironia, sarei come voi... non una grande prospettiva.

Quella non era una carezza. Era uno stupro. Un umiliare una ragazzina, comunicandole in un gesto che la sua vita appariva orribile agli occhi altrui, miserabile al punto da richiedere il coraggio di essere vissuta. 

E io che prima mi consideravo una bambina come le altre...

Di carezze sulla testa probabilmente ne avevo ricevute anche in precedenza, ma fu quel gesto, in quel contesto, a rendermele insopportabili. E altre ne ho ricevute dopo, col medesimo significato. Pure di recente, un presunto “Gran Professore”, ha ben pensato non ci fosse nulla di male nel darmi del tu nel mio ufficio e nell’accarezzarmi la testolina davanti ai colleghi basiti. Ecco, si dà il caso che io sia una donna sin troppo matura, nonché una professionista semi-riconosciuta, ma soprattutto, si dà il caso che io non sia un cucciolo. 
Se proprio dovete toccarmi, palpatemi una tetta. Almeno la molestia sessuale presuppone che mi consideriate una donna, magari pure una zoccola, ma sicuramente non un cane a cui fare i grattini sulla capoccia. 
Ne ho le ovaie fradice di certi gesti, anche se evidenziano molto più la vostra limitatezza che la mia. 
E’ colpa di questi contatti stupidi e non richiesti se oggi mi dà fastidio persino essere toccata fra i capelli da mio marito. Vado raramente anche dalla parrucchiera! 

Okay, io avrò pure un trauma non risolto, ma non posso farmene una ragione di un adulto che pensa non ci sia nulla di male ad accarezzare la testolina di un altro adulto appena incontrato!

Se Stephen Hawking fosse qui, gli chiederei se anche a lui ogni tanto degli estranei accarezzano il testone. Giusto per capire se esiste un punto in cui il riconoscimento dell'intelligenza di un disabile supera la convinzione generale che se stai su una sedia a rotelle sei un poverino. 

Detto questo, siccome mi pare evidente che al mondo esistano ancora troppi idioti, persino tra le schiere dei plurititolati, facciamo che vi do la mia personale regola aurea: 

POTETE ACCAREZZARMI LA TESTA SOLO SE PRIMA MI AVETE PULITO IL CULO. 

Perché è questo che fanno le persone che mi vogliono bene: se serve, mi portano in bagno, che siano donne o uomini. E, per inciso, quando mi puliscono il culo, a quel punto non sentono alcun bisogno di accarezzarmi la testa per mostrare la loro vicinanza emotiva.

E sì, sono incazzata, ma chiariamo definitivamente anche questo dettaglio: 

NON SONO SEMPRE INCAZZATA PERCHÉ SON DISABILE. SON SEMPRE INCAZZATA PERCHÉ LA GENTE PENSA SIA SEMPRE INCAZZATA PERCHÉ SONO DISABILE! 

Ah... non posso escludere che ad altri disabili possa non dispiacere essere accarezzati sulla testa. Come sempre, io parlo sempre e solo per me, senza pretendere di convincervi che ho ragione, anche se in effetti ce l'ho.

Vi lascio con questa immagine di come trattano il Bossi dopo l'ictus, immagine che un po’, lo ammetto, mi è di conforto. L'ho trovata in rete, cercando "accarezza la testa del cane".


sabato 3 ottobre 2015

Personal Jesus

“Ancora Tu! Non ci posso credere…”
“Nel tuo caso, direi che ormai ci sono abituato…”
“Ma perché? Dai su: è ora di analizzare questa cosa! Sono atea per Dio! Non puoi continuare a comparire nei miei sogni!”
“Non prendertela con me: non sono io che ti sto sognando! Però hai ragione: è ora di analizzare questa cosa. Perché dobbiamo sempre incontrarci in questo modo, anziché come le persone normali, chessò, in una Chiesa?!”
“Secondo Freud, il sogno è il sognatore stesso. Forse è il mio modo per dirmi che io sono Dio.” 
“E da quando ti considereresti al mio livello?”
“Vero… Io sarei un Dio migliore. Ma… allora?”
“La psicologa sei tu…”
“Vuoi davvero giocare a questo gioco con me?!”
“Guarda che, in base alle tue teorie, tecnicamente stai facendo tutto da sola… Io non esisto nemmeno, ricordi?”
“Non hai mica appena detto che la psicologa sono io? E allora facciamo così: io interpreterò me stessa, con un sacco di domande, e tu prova come sempre a far finta di essere Dio, con le tue risposte tanto onniscienti quanto sibilline”
“Più che Dio, oggi sono Gesù: non vedi le stigmate? Dai spara! Vediamo se so essere più chiaro del Babbo.” 
“Ok. Devo davvero smetterla di ascoltare in loop Jesus Christ Superstar, se voglio evitare queste imbarazzanti conversazioni notturne.”
“Davvero le vuoi evitare? I sogni son desideri…”
“E cosa vorrebbe dire? Che desidero che tu esista?”
“Ah già… forse la restituzione è stata troppo diretta."
"Ti ho detto di non fare lo psicologo con me! Non hai nemmeno l'abilitazione!"
"Mi considero più un life coach."
"Ecco, una professione inventata per un personaggio di fantasia. Ti si addice..." 
"Ahi! Sento un po' di resistenza..."
"J.C..."
"Ok, la pianto. Va' bene dai: prendiamo la strada lunga! Partiamo da qualcosa di più concreto. Perché continui ad ascoltare quel musical?”
“Mi affascina… Mi sembra di capire come debbano essersi sentiti quei personaggi: beh, non tutti, alcuni.”
“E tu, chi saresti stata?”
“Nella canzone? Sicuramente Erode!”
“La solita amante dei bambini...”
“Macché bambini! Il testo: sono le esatte parole che ti avrei detto se mai ti fossi presentato al mio cospetto…

Gesu`, sono felicissimo di incontrarti faccia a faccia
Tu ti sei fatto davvero un nome dappertutto
Guarendo storpi, risuscitando morti...
Ora vengo a sapere che sei Dio
O almeno così hai detto
Così, tu sei il Cristo, il grande Gesù Cristo 
Dimostrami che sei divino - cambia la mia acqua in vino.
Basta che tu lo faccia ed io saprò che è tutto vero
Coraggio, re dei Giudei!
Gesù, non hai neppure idea del successo che hai avuto
Non parliamo che di te, sei il portento dell'anno
Oh, che peccato se fosse tutto falso!
Ma sono certo che puoi scuotere i cinici, se ci provi
Quindi, se sei il Cristo, sì il grande Gesù Cristo
Dimostrami che non sei un ciarlatano -attraversa a piedi la mia piscina
…
Oh - Oh - Oh - sto aspettando, sì, sono un tuo accanito ammiratore
Muoio dalla voglia di vedere che non sei un uomo qualsiasi
...
Dai da mangiare a tutti quelli di casa mia con questo pezzo di pane - puoi farlo su due piedi
O c'e` qualcosa che non va? Gesù, perché ci metti così` tanto?
...
Tu sei uno scherzo, tu non sei il Signore - non sei altro che un impostore
Portatelo via, non ha niente da dire!
Vattene re dei Giudei!
Vattene da qui...
Vattene dalla mia vita!

“Erode, non è mica il solo ad aver richiesto una prova, un miracolo…”
“Già, ma a lui non interessava davvero avere la prova. Lui non voleva credere in te. Non ti ha mai voluto nella sua vita. E tu gli sei piombato in casa nonostante tutti i suoi sforzi per evitarti. Dandogli quella prova, lo avresti solo fatto incazzare di più.”
“E allora qual è il punto?”
“Il punto è che non ti vogliamo nelle nostre vite.”
“E come la mettiamo con i tuoi sogni? I sogni son desideri…”
“E basta mo'! Persino Freud a volte sparava cazzate!”
“Credo che questa sia la cosa più vicina al tuo concetto di bestemmia che ti abbia mai sentito pronunciare…”
“Uff! Lo so… è un casino. Perché vedi, io sono assolutamente sicura di non volere nessuna prova della tua esistenza. Però… però vorrei che tu esistessi.”
“Per dirmene quattro? Questa cosa puoi giocartela sui social, ma sappiamo entrambi che non è il motivo per cui vorresti che esistessi.”
“Beh, quattro o cinque te le direi di sicuro…”
“Togli il condizionale: già me le dici. Non sono mica sordo.”
“Epperò fai il muto!”
“Hai appena detto che non vuoi davvero prove della mia esistenza!”
“Touchè… Però vorrei che tu esistessi…”
“Perchè…”
“Perchè un sacco di gente crede di aver bisogno di te. E credere una cosa significa renderla vera.”
“Ti rendi conto di aver appena detto che se le persone credono davvero in qualcosa, quella diventa vera? Quindi se le persone credono in Dio…”
“Non si era detto che io dovevo fare la psicologa?!”
“Scusa, confondo un po’ i ruoli. In questo ti somiglio molto.”
“Sai, del musical mi piace molto anche il ruolo di Giuda.”
“Ami tutti i miei sostenitori eh!”
“Eddai! Mi ci vedi a fare il discepolo che pende dalle tue labbra, che dice sempre ‘Si Signore, ma come sei figo Signore…’ E poi nel momento critico rinnega pure di conoscerti? Naaaaaah! Non sono io! Se fossi stato così in gamba da convincermi a seguirti, ti avrei seguito fino in fondo, anche a costo di tradirti!”
“Sì, ma Giuda mica era consapevole di star seguendo la volontà di Dio.”
“Perché conosci qualcuno che sia certo che quello che sta facendo sia la volontà di Dio? A parte i fanatici intendo?”
“Di solito se fa male è la strada giusta.”
“Cazzo… lo sapevo di dover cambiare strada!”
“Vero… se sapessi che quello che voglio da te è esattamente quello che stai facendo, cambieresti strada all'istante solo per farmi dispetto.”
“Non mi fido di te. Lo sai.”
“Io però di te mi fido.”
“Con me ste robe da Messia non attaccano.”
“Cazzo, e io che pensavo di aver detto una roba da psicologo!”
“Povero Giuda… lo hai usato e gli hai lasciato credere di essere stato abbandonato.”
“E se credi una cosa, quella cosa diventa vera… Mica sempre però sai? Anche io credevo che il Padre mi avesse abbandonato. E invece…”
“Si vede che non ci hai creduto abbastanza. Quante ore… minuti ti avrà lasciato nel dubbio, il Papino?”
“Ma la certezza senza l’ombra di un dubbio non è per tua definizione fanatismo?”
“Mi piace parlare con te. Sei l’unico che sa ribattere un minimo.”
“Ricordi che io sono frutto della tua mente e che quindi te le stai dicendo e te le stai godendo?”
“Esci sempre dal gioco dei ruoli!”
“Scusa. Vero. E’ che non è facile fingere di essere Dio. La gente si immagina che debba dire solo cose sagge ed estremamente profonde.”
“Io non sono la gente.”
“Mi piaci.”
“Anche tu. E’ tuo Padre quello che proprio non reggo.”
“Ancora con la storia della crocifissione. Ma se l’ho perdonato io, a te che cazzo te ne frega?”
“Nessun Padre dovrebbe stare a guardare senza muovere un dito quando massacrano suo figlio.”
“Il punto è che non sono mica il suo unico figlio…”
“E infatti per me non dovrebbe stare lì a guardare senza intervenire nemmeno quando stanno male Peppino, Genoveffa o il piccolo Ndulu…”
“La sofferenza è parte della vita. Come puoi capire di essere felice se non sai cosa sia essere triste?” 
“Come fai ad apprezzare il weekend se non hai un lavoro?”
“Più o meno…”
“Sai una cosa? Penso che il motivo principale per cui non credo nel Dio dei cristiani sia che i cristiani non mi sembrano persone felici.”
“E questa da dove viene?!”
“Dai, pensaci! Ti sembrano felici le persone che vedi in Chiesa? Ti sembra felice uno mentre sta pregando?”
“Saranno concentrati…”
“Concentrati? Ma tu la senti la gente mentre biascica il rosario? Ti sembra che sprizzino partecipazione e sentimento?!”
“Beh…”
“I buddisti: quelli sembrano felici.”
“Suppongo che pregare davanti a un povero Cristo in croce non faccia istintivamente spuntare un sorriso sulle labbra...”
“Pessima scelta del merchandising.”
“Dillo a me…”
“E Lourdes?”
“Ancora con questa storia di Lourdes!”
“Certo! Li hai visti? Le persone che si recano a Lourdes sono essenzialmente di due tipi: quelli che vanno per supplicare di essere diversi da ciò che sono e quelli che vanno per ringraziare di quanto in fondo sono fortunati a non essere come lo storpio che hanno lì di fianco. Sorry Gesù, ma la maggior parte dei tuoi amici mica mi piace.”
“E pensi che a me piacciano? Ma non ho mai buttato nessuno fuori da casa mia e mai lo farò.”
“Epperò se qualche volta gli andasse l’ostia per traverso, magari la smetterebbero di sparare cazzate a nome tuo!”
“Tesoro, certa gente non capirebbe quanto disapprovo certi atteggiamenti nemmeno se gli comparissi davanti tra schiere di angeli e gli dicessi: 'Ehi tu, sei un coglione!'''
"Avresti potuto essere più chiaro…”
“Più chiaro come?! AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO! Cosa c’è di difficile da capire?!”
“Il problema è che la maggior parte della gente non si ama.”
“Merda… non ci avevo pensato.”
“Sarai pure un Dio, ma mica sei un genio eh…”
“Tu però ti ami.”
“Un casino in effetti.”
“Lo sai che ti amo anche io, vero? Io morirei per te… oh, wait! Io sono morto per te!”
“E allora hai sbagliato. Per me avresti dovuto vivere, non andartene.”
“Ma poi sono tornato.”
“E te ne sei riandato. Lo sai che i bambini hanno bisogno di stabilità!”
“Non sei più una bambina…”
“Per quello non ho più bisogno di te. Ho imparato a fare da sola.”
“E io me ne sono andato proprio perché tu imparassi a fare da sola.”
“Bene, bravo: ci sei riuscito. Ora rassegnati ed esci davvero dalla mia vita.”
“Non mi perdonerai mai, vero?”
“Mi spiace, non ho altre guance da porgere.”
“Pensa come sarebbe andata se fossi rimasto allora. Le suore ti avevano inculcato delle idee così raccapriccianti!”
“In effetti non sarei stata felice, credendo in te.”
“In quella versione di me…”
“C’è ancora una frase, infilatami in testa dalle suore, che mi impedisce di accettarti per quello che potresti essere ora.”
“Ovvero?”
“Non si può scegliere quale parte di Dio e dei precetti della Chiesa accettare e quale scartare. Va preso tutto, non solamente quello che fa comodo.”
“E tu hai scelto di buttare via il Gesù bambino con l’acqua sporca per le parole di una suora che probabilmente ora sta all’Inferno?”
“L’Inferno è vuoto. Anche questa mica l’ho detta io.”
“L’Inferno è pieno eccome. Solo che ve lo create da soli e sta tutto nelle vostre teste.”
“E comunque ora nella mia vita c’è un’altra. Non sarà onnisciente, ma è razionale e si sforza davvero di aiutarmi. Certo, non pretende di fare miracoli, ma ciò che fa è dimostrabile e ripetibile.”
“Lasciato per la Scienza…”
“Geloso?”
“Un po’…”
“…”
“Mi piace quando parliamo così, la notte. Senza te che mi urli addosso, sembrando una pazza furiosa che se la prende con qualcuno che è convinta non esista. Perché tra noi non può essere così anche durante il giorno?”
“Questa è esattamente la stessa domanda che farei a Jude Law se mai lo incontrassi da sveglia.”
“Davvero per te sono solo un bel sogno?”
“Lo sai che amo la fantascienza, ma alla fine credo solo nella Scienza.”
“Cosa mi rende così indimostrabile ai tuoi occhi?”
“La gente ha paura di morire e spunta fuori un Dio che li rassicura su fatto che risorgeranno per non morire mai più. Sei troppo comodo per essere vero.”
“Il Rasoio di Occam: quando senti rumore di zoccoli, pensa al cavallo, non alla zebra…"
"Già..."
"Sai cosa disse Occam appena salì quassù?”
“No, cosa?”
“Merda… era una zebra!”
“Questa buona!”
“Ma entrambi sappiamo che Guglielmo era francescano: lui in me ci credeva.”
“Solo perché non ha avuto il coraggio di accettare le conseguenze finali del suo stesso ragionamento. Cosa che comunque non gli ha risparmiato l’Inquisizione. Siete sempre così tolleranti con le persone che pensano…”
“‘Siete’? Ora mi offendi davvero!”
“Ma no dai… non litighiamo. E’ così bello il cielo stanotte.”
“Guarda: una stella cadente! Esprimi un desiderio.”
“Sei il solito inguaribile romantico.”
“Mi piacerebbe abbracciarti.”
“Manco morta.”
“Vedremo…”
“Oh, non me la tirare!”
“Ma no… Tu servi ancora laggiù.”
“Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile.”
“Nemmeno io.”
“Nemmeno tu.”
“…”
“…”
“Beh… è quasi mattina… uno dei due deve alzarsi per andare a lavorare e dal casino che vedo laggiù, quella sono come sempre io.”
“Ogni istante più dolce col sopraggiungere dell’alba..."
“Così è la vita vera. Lascio le moine agli stati onirici."
"Mi mancherai..."
"Ma sì... E’ stato bello, però non prendere il vizio di invadere i miei sogni.”
“Engy…”
“Mm?”
“Ma preferisci sognare me o Star Trek?”
“Davvero mi stai chiedendo di scegliere tra te e il Capitano Kirk?! Ma sei serio?!”
“Fanculo…”
“Amen.”