giovedì 6 dicembre 2012

Per chi non sta pensando d'impiccarsi con un festone di Natale

Oggi sono capitata sul Blog della Pole e non ho potuto fare a meno di soffermarmi sul suo post relativo alle Feste, che tra l'altro consiglio: http://chiarapoli.blogspot.it/2012/12/io-confesso-e-non-sono-montgomery-clift.html?spref=tw
A parte il fatto che lei nel 2012 ha concluso molte più cose di quante io ne abbia cominciate in tutta la mia vita, in molti passaggi mi ci sono ritrovata. D'accordo su tutta la linea ma, proprio per questo, particolarmente determinata nella felicità festiva.

Da piccola ho trascorso anche io alcuni natali e festività varie in ospedale, ma mio padre mi rincoglioniva con simulazioni di epiche battaglie tra Puffi, trasformando così un trauma potenziale in un ricordo felice. Un po' quello e un po' che una volta ci andavano giù tranquilli con la morfina.

A volte in effetti credo di avere un danno cerebrale, perchè tutti pensano che una persona "nelle mie condizioni" debba essere per lo più infelice, mentre io ci riesco solo raramente.

Magari sono spesso incazzata, ma l'infelicità richiede troppa concentrazione e perseveranza per essere una mia caratteristica.

A dirla tutta, non è nemmeno vero che mi incazzo tanto spesso: un po' sembrare dura aiuta a far valere i tuoi diritti e un po' quest'aura da Grinch trovo che mi doni alquanto.
Vi svelo un segreto: se sfodero lo sguardo alla Clint Eastwood e dispenso risposte perfide con flemma glaciale, non sono realmente incazzata.
Ma è probabile che non mi abbiate mai visto nemmeno nello stato simil-aggressivo, a meno che non siate dell'ASL, delle Ferrovie o non abbiate parcheggiato sul posto disabili.
Le staffe le perdo assai raramente, in compenso, quando accade, lo spettacolo è davvero raccapricciante. Vi dico solo che  nella provicia di Varese sono stati nominati cinque nuovi esorcisti e almeno due abitano dietro casa mia.

Sotto le Feste poi, sono ancora più felice, nonostante il picco di utenti che richiedono una consulenza psicologica anzichè un colloquio di orientamento.

Perchè in prossimità delle Feste i sentimenti si estremizzano: chi di solito è vagamente triste, contempla di impiccarsi coi festoni dell'albero e è chi tendenzialmente ilare, sconfina nel delirio paranoide e va in giro con campanellini e corna da renna. Lo farei pure io, se solo non sembrasse fuori luogo indossare un copricapo da pirla con la gente che ti apre il cuore e i dotti lacrimali davanti.

Qualche motivo per essere di buon umore prima di Natale in effetti però ce l'ho. Innanzi tutto nella casa materna iniziano i consueti battibecchi su cosa la genitrice debba o non debba inserire nel menù:

antipasto sì, antipasto no?

Le fazioni son sempre quelle: da un lato i "Se non fai l'antipasto a Natale, quando?" e dall'altro i "Poi finisce che mangiamo solo quello". Nonostante le lunghe dissertazioni e i cambi di posizione, a memoria d'uomo, la conclusione è sempre la stessa: "Ok all'antipasto, ma non esageriamo".
E ciò apre il campo alla faida successiva, che vede il fratello schierato sulla campagna "Gamberetti in salsa rosa o morte!" - antitesi fittizia, dato che è allergico ai crostacei -, la sottoscritta più che mai agguerrita nella lotta a favore dell'inclusione del patè di prosciutto e del succedaneo del caviale, il padre con le alici Rizzoli e la sorella col suo "Ma a me fa schifo". Così ovviamente si fa l'en plein, con aggiunta di affettati, sott'oli e i cazzo di cetriolini che nessuno ha mai chiesto, ma si trovano puntuali sulla tavola di Natale, tra le melanzane e i pomodorini ripieni, affinchè tutto sappia d'aceto. Potrebbero pure essere gli stessi del 1990, per quel che ne sappiamo.

Ma l'antipasto serve solo per riscaldarsi: il fulcro politico del Menù Natalizio si raggiunge solo con la Campagna voti Primo VS Secondo e con successivo immancabile ballottaggio Lasagna VS Cappelletti o Tacchino ripieno VS Arrosto. E il bello è che anche qui finisce sempre allo stesso modo, ovvero con mia madre che si ridesta improvvisamente dal buonismo natalizio e commenta:

"Ma voi non abitate mica a casa vostra? Chi lo ha detto che a Natale dovete venire tutti da me a rompere le palle? Perchè non andate un po' dai vostri suoceri?!!"

E, dopo tale velata minaccia, finisce come sempre che, a prescindere da eventuali mezzi accordi precedenti, mammà cucina quel che vuole, con buona pace per tutti.

Come si fa ad essere infelici pregustando giorni interi di battibecchi concitati su qualsiasi cosa riguardi il pranzo di Natale, dal centrotavola, al dolce, passando per il momento migliore in cui scartare i regali al dove buttare i vari tipi di rifiuti? Già pregusto l'istante in cui si aprirà la diatriba sul piatto di plastica e sfodererò il comunicato stampa del Consorzio Nazionale Imballaggi, ove si dice che dal primo maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica possono essere raccolti assieme alla plastica appunto!

L'aspettativa del Natale è molto meglio del Natale stesso, soprattutto se vivi in una famiglia di svitati.
Le cose che amo di più dell'Avvento sono tantissime e tutte speciali:

1) I commenti denigratori sulle decorazioni natalizie dei propri familari tipo: "Cos'è, avevano finito i pini e ti han rifilato una sequoia?", "La punta all'albero però potevi metterla da sobrio...", "Per il resto delle palle aspetti la tredicesima?"
2) Il piacere di telefonare al piano di sotto urlando al fratello di smetterla di cantare jingle natalizi come una renna ubriaca.
3) Il solito commento al mio nasone rosso, congestionato dal freddo: "Rudolph, guarda che Babbo Natale ti sta cercando da giorni!"
4) Le facili battute sul papà, che essendo Babbo e chiamandosi Natale è a tutti gli effetti il nostro Babbo Natale, anche se il resto dell'anno ci rivolgiamo a lui con "Minchia babbo!"
5) I commenti sui regali di Natale altrui, che sembra che la gente faccia a gara a regalarci stronzate per farci divertire.
6) Gatta Margot che ogni anno incitiamo senza successo a comportarsi da felino con le palle di Natale e che invece si mette in pose plastiche sotto l'albero, per farsi fotografare.
7) Cagnolina Nikita che si presenta ogni mattina col cappottino in bocca, perchè ha freddo e vuole essere aiutata a vestirsi (come la sua mamma del resto).
8) Gli autoscontri tra carrozzine elettriche per il posto più vicino alla stufa (n.d.r. il bello di avere un fratello disabile è che c'è qualcuno con cui competere a carrozzine pari)
9) I soliti film di Natale, che si guardano tutti assieme: chi per spirito natalizio, chi per profondersi in commenti sarcastici.
10) Il pandoro affogato nello spumante. A me poi che non piacciono i dolci, ci vuole almeno mezza bottiglia per affogarlo.
11) Le partite a Trivial, con me e mio fratello (tre lauree in due) schierati contro il resto del mondo e mio padre che grida tutte le risposte, anche quando non è il turno della sua squadra. Proprio vero comunque che le lauree non valgono nulla.
12) I deliri da Tabù, tipo "Tua sorella, sulla finestra" e chi, come fosse la cosa più naturale del mondo risponde "Brina!" (n.d.r.: da Sa-brina). Oppure le incomprensioni: "Capra!" "Uè, deficiente!"

... in realtà potrei andare avanti per ore, ma mi piacerebbe lo faceste voi al posto mio.

Vorrei arricchire questa pagina del blog con le cose per voi più tragicamente divertenti del Natale o delle feste in generale. Chi non desidera iscriversi apposta al blog (che poi si compromette la reputazione), può sempre comunicarmele a engyengy75@yahoo.it o postarle su Twitter con l'hashtah #CoseDaRenneUbriache : sarà mia premura raccoglierle e postarle.