mercoledì 4 settembre 2013

Guida pratica ad Amsterdam (e altre città) su sedia a rotelle

Ogni anno scelgo una città da sperimentare in sedia a rotelle. Generalmente punto sull’Europa del nord, che raramente delude in quanto ad accessibilità. Tra le mete testate sulla mia pelle, direi che Amsterdam si piazza al terzo posto subito dopo Berlino e Londra, quasi pari merito con Stoccolma, che la batte sulla questione treni. Nella mia classifica non rientrano da tempo Italia, Francia e Portogallo, che per quanto mi concerne dovrebbero essere depennate dal novero dei Paesi civilizzati, eccezion fatta per Eurodisney.
So che può far paura prendere rotelle e ausili vari e addentrarsi in un paese straniero, ma credetemi: è più facile che i problemi apparentemente insormontabili li troviate a casa vostra che in alcune capitali europee. Se poi vi dirigete oltreoceano, zona USA, vi troverete in una botte di ferro grazie ai reduci di Vietnam e guerre varie, tornati dal fronte in pezzi più o meno funzionanti e particolarmente “motivati” ad abbattere nuovi nemici: le barriere architettoniche.
L’importante è organizzarsi bene prima di partire, ma se non avete voglia di farlo, vi passo questo tour di Amsterdam, collaudato dalla sottoscritta e dal consorte.
Potreste anche rivolgervi ad un’agenzia, ma dovreste spiegare all’operatore alcuni passaggi che difficilmente si conoscono se non si è disabili. Personalmente, se posso, io faccio sempre tutto online, un po’ perché comunque dovrei spiegare un sacco di cose all’agenzia e un po’ perché sono una maniaca del controllo.
Il primo step è l’aereo. Tecnicamente, ad Amsterdam, ci si potrebbe andare in treno, ma non esistono connessioni dirette e alla fine vi costerebbe più dell’aereo, in tempo, soldi e disagi. L’auto la sconsiglio, perché Amsterdam non è pensata per le automobili e diventereste matti per parcheggiare, muovervi tra orde di biciclette e comprendere la viabilità della città.
Io ho volato con EasyJet, che dopo una multa colossale per aver lasciato a terra un disabile, ha rivisto il suo regolamento. Ora potete viaggiare con due carrozzine (una segnalabile direttamente online in fase di prenotazione, l’altra aggiuntiva da indicare via call center), senza spese ulteriori o limite di peso - sempre che gli aeroporti coinvolti abbiano i macchinari per lo scarico di attrezzature oltre i 60 Kg (negli scali principali è generalmente la norma). L’importante è segnalare comunque le carrozzine che superano i 60 kg., anche se è una sola. Chiamate non 48 ore prima (come scritto sul sito), ma magari all’atto stesso della prenotazione: se ci sono problemi, ve lo devono dire subito e avrete tempo per trovare un’alternativa.  Al telefono vi chiederanno dimensioni, peso e tipo di batteria (se a motore), quindi tenete sotto mano il manuale tecnico. Occhio però: Easyjet non accetta il trasporto di passeggeri disabili che richiedano la presenza di una persona che li assista, fatta eccezione per i casi in cui tale persona viaggi insieme al passeggero.
Il fatto che il regolamento sui "Passeggeri con esigenze specifiche" sia cambiato, non significa che tutti gli operatori lo sappiano, soprattutto all’aeroporto. Non importa: basta “aver studiato” e citare il loro stesso regolamento, che tutto si risolve. Prima dell’imbarco, vi richiederanno la tipologia di batterie, vi faranno scollegare i cavi, mettere il nastro isolante sui medesimi e firmare un cartoncino ove dichiarate che se l'aereo dovesse cadere, non sarà certo per colpa della vostra carrozzina elettrica. Molti non conoscono le batterie al gel, quindi dovrete spiegargli voi che sono le più sicure e che nel manuale stesso della carrozzina è specificato che sono le più adatte al trasporto aereo. Oltre a scollegare le batterie, vi conviene togliere il cuscino, staccare i braccioli e il joystick, metterli sul sedile e chiudere ad ostrica lo schienale, passare un paio di cavi del tipo che si usa  sui portapacchi, in modo da ridurre l'ingombro e proteggere quanto più possibile le parti delicate. Se siete dei perfezionisti, coprite il tutto con del cellophane prima di passare i cavi, perchè la vostra carrozzina vi attenderà sottobordo, allo sbarco, con qualsiasi condizione meteo: vi assicuro che nessun addetto carico-scarico la proteggerà con un ombrello.
Ho volato con Air Berlin e SAS e ho avuto meno passaggi da sbrigare che con EasyJet, ma alla fine dovremmo sempre comportarci come i bipedi e non rinunciare a voli più convenienti pensando che le grandi compagnie non sbaglino mai: il disguido può accadere con tutte. La SAS, ad esempio, mi ha consegnato la sedia a rotelle infiocchettata, ma mi ha sparpagliato il bagaglio da stiva con tutto il contenuto sulla pista. Si è però anche autodenunciata e mi ha risarcito abbondantemente, quindi li perdono.
Se siete con una sola carrozzina sotto i 60 Kg. o manuale, è un giochetto da ragazzi: si gestisce tutto on-line o con telefonata e non resta che presentarsi nella  Sala Amica dell’aeroporto con giusto anticipo (prima che apra il check-in).
Quando so che la mia meta è accessibile, personalmente viaggio sempre con una carrozzina manuale e con quella a motore più vecchia che ho nel “parco carrozzine”. Le carrozzine a motore, infatti, in caso di guasto, non si spostano nemmeno con le cannonate e vi ritrovereste inchiodati in hotel. Inoltre, io e Marito Samurai giriamo così tanto a piedi che, verso sera, rientriamo sempre in hotel, prendiamo la manuale e mettiamo la "bambina grande" sotto carica.
Se sapete che la vostra meta è poco accessibile (tipo se andate a Roma... per dire!), è sempre meglio viaggiare con le manuali, che alla peggio vi tiran su dalle scale a braccia.
In nessun caso viaggio però con la carrozzina a motore con cui vado al lavoro, perché tra operazioni di carico-scarico ed escursioni simili a marce forzate, non è del tutto improbabile qualche danno. Bisogna fare come i bipedi intelligenti e prendere le vecchie e affidabili scarpacce da tennis, anziché le Manolo Blahnik con cui andiamo al lavoro e per cui piangeremmo giorni in caso si rompa un tacco.
Mi raccomando: non dimenticatevi a casa il carica batterie e se avete un cuscino antidecubito che vada bene per entrambe le sedie a rotelle, prendete quello, per agevolarvi nei trasferimenti.

Amsterdam una carrozzina a motore se la merita, perché risulta più comoda da girare così che con la manuale. Io, per non saper né leggere né scrivere, mi porto sempre dietro l’indirizzo di qualche società indigena di noleggio sedie a rotelle. Tranquilli: non mi è mai successo nulla più di un tappino perso o di uno sfriso e vi assicuro che viaggio parecchio. Comunque è sempre meglio essere pronti ad ogni evenienza.
Ad Amsterdam, se viaggiate su aerei piccoli, vi scaricheranno dall’aereo mediante un aggeggio con cingoli a tre ruote che fa le scale, ove vi legheranno tipo Hannibal Lecter e vi faranno scendere in sicurezza. Tranquilli: il personale è addestrato, la discesa è lentissima e sono in due a occuparsi di voi. Il peggio che possa capitarvi è di rappresentare un insolto spettacolo per i passeggeri che si imbarcano sugli aerei vicini.
 
Sottobordo, troverete già la vostra o le vostre sedie a rotelle ad aspettarvi, a seconda che abbiate deciso di stivarne una o meno. Ricordate: E' VOSTRO DIRITTO AVERE LA VOSTRA CARROZZINA AD ATTENDERVI GIU' DALL'AEREO O SCEGLIERE QUALE CARROZZINA FARVI PORTARE PER PRIMA, se proprio non ve le vogliono portare entrambre. Quella a motore sarà da ricollegare alle batterie, ma nessuno vi metterà fretta. Vi accompagneranno poi dalla pista al recupero bagagli o all'uscita col bus attrezzato. L’ideale, se viaggiate in sedia a rotelle, è sempre ridurre al minimo il bagaglio. Io e mio marito viaggiamo ormai con due bagagli a mano, in cui abbiamo imparato a mettere l’indispensabile: bidet portatile e copri wc adattabile inclusi. Se avete un accompagnatore, la sedia manuale si rivela un ottimo carrello-valigie sino all'hotel.
 
Se non avete ancora bidet e copri wc in silicone, ve li consiglio. Il bidet portatile si acquista su Amazon per pochi euro: spesso all’estero non c’è il bidet o può capitare che la doccetta non vi sia comoda e si sta tutto il giorno seduti sul cuscino antidecubito, non è che la sera si profumi  di gelsomino. Quanto al copri water, serve soprattutto alle femminucce, che non possono non sedersi sulla tazza (altro che invidia del pene, io invidio il pappagallo!).






 
So che mi sto dilungando, ma ho pensato che qualche scambio di strategie tra viaggiatori sciancrati possa far comodo.
Comunque, una volta prenotato il volo, tocca all’hotel.
Per Amsterdam ne ho vagliati diversi, ma diciamocelo: quelli più economici non sono mai tra i pienamente accessibili. Fortuna si può risparmiare su tutto il resto.
Il consiglio, ovunque voi andiate, in Italia o all’estero, è di fare una rapida ricerca degli hotel dichiarati attrezzati e non, sui vari siti. Ma non state a diventare matti addentrandovi nei meandri delle descrizioni di ogni hotel per capire se sono DAVVERO accessibili o meno: sceglietene almeno 5-8 e mandate a tutti una mail standard, tipo questa:
Hello,
I'm ***********, I'm an italian customer and I'm looking for an accommodation in Amsterdam between 20th to 23rd of August (leaving the room on 24, just need to keep luggages until 17:00).
I'm looking for a room for two adults, but one of this adults is on a wheelchair. So I'd like to know if you have an handicapped accessible room for us on those days. If this is the case, I even would like to know the price (total per night) and how it's better to reserve this room.
Thanks a lot for your help

 
Se l’inglese lo conoscete, saprete pure fare meglio di me e, in tal caso, giratemi la bozza della vostra mail, che copio.

A quel punto non vi resta che aspettare poche ore o giorni. Vedrete subito che alcuni hotel si autescluderanno perchè non hanno davvero una stanza attrezzata o non hanno la disponibilità per quei giorni. Tra quelli accessibili, non vi resterà che fare una valutazione personale in base a prezzo-ubicazione-servizi. L’importante, quando confermate, è che esigiate che sulla prenotazione ci sia specificato che la camera è per sedie a rotelle, come nella foto sottostante.
 
Anche così capita che si sbaglino, ma a quel punto potrete richiedere lo spostamento in camere di categoria superiore a loro spese o in altro hotel o il rimborso della vostra quota di stanza, se siete in doppia. A me è accaduto proprio ad Amsterdam: avevano solo una camera disabili e non era disponibile, per un loro errore. In questi casi, l’importante è non farsi prendere dal panico: avete la stampa della conferma prenotazione che dimostra la vostra ragione e di hotel mica ne esiste solo uno. Consiglio di prediligere le catene con più hotel in città, perchè raramente sbagliano e, se proprio, una soluzione ve la trovano.
Alla fine la mia rosa si è ristretta a tre hotel della catena Ibis (City west, City Stopera e Amsterdam Center – qui in ordine di costo per notte) e a due hotel della catena NH: Amsterdam Center e City Center. Se avete soldi da investire in una vacanza romantica, ci sono anche il WestCord Fashion e il The Convent (che ho visto dall’esterno e deve meritare davvero), ma saliamo di categoria e già gli altri non costano spicci.
Dopo attente considerazioni e non sapendo quanto accessibile fosse la città, ho optato per NH City Center. Vi dico subito che hanno una sola camera per disabili, letteralmente perfetta per accessibilità generale, ampiezza camera e attrezzatura bagno. A causa di un disguido, i primi due giorni siamo stati in una superior molto più costosa (a spese loro), grandissima, ma ahimè col bagno assolutamente inadatto. Alla fine, considerato lo sconto, siamo rimasti due giorni lì, ma se non potete muovere qualche passo o non avete un qualcuno che vi prenda in braccio, sappiate che dalla porta del bagno, una sedia a rotelle non ci entra, se non togliendo le ruote. Vale comunque la pena prenotare questo hotel, perché la NH è una catena serissima e credo proprio che sia stata una fatalità l’errore commesso. Io comunque ho risparmiato 100 euro  e dal terzo giorno siamo stati trasferiti nella magnifica camera per disabili.
La doccetta della vasca arriva al WC e il filo rosso che attraversa tutto il bagno è l'allarme, di modo che possiate tirarlo ovunque doveste cadere nella stanza.
 
Veniamo ad Amsterdam. Bus e tram (GVB) sono tutti accessibili con pedana manuale. Nei tram, in coda, c’è la porta con pedana e sarà il bigliettaio stesso che viaggia sul tram (e ha la cabina davanti all'entrata accessibile) a tirarvela fuori e a chiedervi dove scendete. La metro non ci è servita per girare la città, che è tutta percorribile e godibile a piedi, se avete buone carrozzine a motore o buonissime braccia. Il consiglio è fare la Amsterdam Card (direttamente in aeroporto, volendo), che vi permette di visitare la maggior parte dei musei, vi garantisce sconti e gadget su diversi intrattenimenti e vi fa viaggiare gratis sui mezzi pubblici, una crociera sui canali inclusa. Se avete un accompagnatore, ne basta una, a nome del disabile, perché in Olanda generalmente non paga l’accompagnatore.
Il collegamento migliore dall’aeroporto di Schiphol al centro (Amsterdam Centraal Station) è il treno diretto (non incluso nella Amsterdam Card): dalle piattaforme 1 e 2 ne parte uno ogni 10 minuti. Però va prenotato telefonando, altrimenti potete richiedere assistenza per salire in carrozza (il treno ha tre scalini, non è a livello piattaforma e serve la pedana) al Capostazione o alle biglietterie. In biglietteria pagherete 50 cent più che alle macchinette automatiche, ma i disabili son casi particolari per i biglietti, quindi rassegnatevi. Senza prenotazione, potrebbe capitare di dover aspettare dai 30 minuti sino a 3 ore. Noi abbiamo avuto la pedana in 30 minuti all’arrivo e in un’ora e mezza al ritorno. Ovviamente ci sono anche i bus che collegano aeroporto a città, ma il tragitto è molto più lungo. Evitate il taxy: costa tanto e ci metterete molto più tempo, perchè Amsterdam è un delirio da percorrere in auto.
La città è facilmente percorribile sulle piste ciclabili e nessuno si lamenta se ci viaggia sopra una carrozzina a motore. Tutti i marciapiedi hanno saliscendi accessibili, le rotaie del tram sono bene interrate: per strada non incontrerete un gradino seguendo il percorso bici. I marciapiedi in alcuni punti vi costringeranno invece a scendere sulla ciclabile, per via di auto o bici che ostruiscono il passaggio. In alcuni punti la pavimentazione è tipo Sanpietrino, ma molto livellato e in ordine (non come a Milano o Roma). Basta fare un po’ di attenzione, guardarvi bene intorno e ascoltare i vari segnali di semafori e tram. Occhio: bici e tram sono ovunque, anche dove non vi immaginate. In compenso quasi tutte le strade vi sembreranno pedonali a giudicare dalle poche auto che vedrete in centro.
Amsterdam ha dei bellissimi e immensi parchi completamente percorribili in carrozzina. Ovviamente accessibili anche la maggior parte dei musei e dei grandi negozi. Pub e ristoranti a volte hanno gradini in ingresso, ma d’estate tutti apparecchiano anche fuori. Più complicato se vi interessa un Coffee-shop (per intenderci, quelli dove non si va per bere un caffè): la maggior parte ha dai 3 ai 5 gradini angusti per entrare (i più sono sotto il livello della strada). Fanno eccezione il Coffeeshop Oude Kerk, proprio fuori la Oude Kerk omonima e lo Stone’s Cafè in Warmoesstraat 59H, che ha un gradinetto di meno di 8 cm. Ce ne sono sicuramente anche altri, ma non è che son stata lì a girarmi tutti i coffee-shop di Amsterdam per dire a voi dove farvi una canna eh! Scordatevi invece la visita al Cannabis College - dove spiegano come funziona la faccenda droghe leggere ad Amsterdam e anche come sceglierla, rollarla o nebulizzarla - perché ci sta una bella scalinata per entrare. Se c’erano ingressi alternativi, io non li ho visti. Quasi tutti i negozi di tartufi magici hanno gradini e ingressi poco praticabili. Anche la Condomerie (famoso negozio indigeno, specializzato in vendita preservativi di ogni genere e foggia) ha un grosso gradino all'ingresso e un interno scarsamente particabile. Non è il genere di negozio che fa sentire ben-venuti i disabili, a dispetto di quel che commerciano.
Non so nemmeno spiegarvi se le camere per godere delle donnine allegre siano accessibili, perché c'erano solo donnine e non ometti, quindi non mi interessava. Grazie a qualche sbirciata, posso solo dirvi che le famose "vetrine" con la merce esposta sono spesso a pianterreno, senza gradini e che basta bussare alla finestra per chiedere informazioni alla donnina stessa. Comunque sono quasi tutte donne, quasi tutte davvero bellissime e disponibili… intendo a spiegarvi le cose.
Non vi aspettavate mica che io facessi una recensione di Amsterdam sorvolando su alcuni argomenti vero? Per quanto mi concerne, i disabili hanno diritto di peccare quanto gli altri.  
Ma torniamo alla parte di tour su cui sono più ferrata. Ecco una descrizione di accessibilità dei luoghi che ho toccato con mano, completamente gratuiti con la City Card, in tutto accessibili e con bagno per disabili:
1) La Blue Boat Company offre un lungo giro dei canali gratuito con la Card. Hanno dei battelli con pedana ampia e in grado di portare carrozzine grosse e pesanti. Per sapere quando parte il battello accessibile, basta andare alla biglietteria o addirittura avvisare telefonicamente il giorno prima, se volete una partenza precisa. Presentatevi per primi all'imbrarco, per agevolare le operazioni.
 
 
2) Amsterdam Museum
3) Artis Royal Zoo con la magnifica voliera delle farfalle (se la salita è per voi ripida, c’è l’ascensore) e vicino all’Hortus Botanicus. Meglio iniziare dal secondo e poi passare al primo se avete la City Card, altrimenti l’orto potete anche evitarlo.
 
4) Het Scheepvaartmuseum (Museo Marittimo Nazionale): anche la stiva della nave esterna è agibile con un montascale più che sufficiente per una grossa carrozzina anche a motore.
 
5) Hermitage Amsterdam
 
6) Science Center NEMO
 
7) Van Gogh Museum: presentatevi all’inizio della coda e ve la faranno saltare, ma il museo è solitamente così affollato che seduti sulla carrozzina vedrete poco più che le teste degli altri visitatori.
 
8) De Oude Kerk 

La Nieuwe Kerk era chiusa per lavori durante la nostra permanenza, ma credo sia ugualmente accessibile.
Sempre con la Card avrete poi degli sconti o dei gadget in altri posti accessibili:
- Heineken Experience: 25% in meno sull’ammissione. Il tour è tutto accessibile, incluso il simulatore, che però non godrete molto, perché la postazione sedie a rotelle è fissa, per evitarvi scossoni.  Vi daranno tre birre omaggio e vi consiglio di fare la pipì prima di entrare allo store, perché rientrare è un casino.

- Se andate all’Heineken Brand store, che sta da tutt’altra parte della città (Amstelstraat, 31), vi regaleranno un cavatappi in acciaio. Se usate l’app FourSquare, fate check-in e mostrate il cellulare alla cassa per avere sempre un cavatappi in omaggio.
- Gassan Diamond: il tuor ove vi mostrano la lavorazione dei diamanti e vi insegnano come valutare una pietra è gratuito anche senza Card e disponibile anche con guida italiana. Con la card, vi regaleranno due cioccolatini a forma di diamante.

- De Bijenkorf department store (centro commerciale tipo Rinascente): andate al customer service con la Card e vi regaleranno una grazioso barattolo di mentine che potrete rifilare come ricordo di Amsterdam alla nonna.
Non vi sto a dire cosa è più bello o meno, perché è soggettivo. Per quanto mi riguarda, il best sono stati il tour sul canale, il Rijksmuseum (la Card qui vi dà solo un piccolissimo sconto) e la visita a Gassan Diamond, ma se chiedete a mio marito vi parlerà solo dell’Heineken Experience e del Brand Store Heineken.

Non ho visitato la Casa di Anna Frank, perché avevo il forte sospetto fosse inaccessibile per buona parte, ma per le location su cui avete dei dubbi, consultate questo sito: http://www.toegankelijkamsterdam.nl/toegankelijk/toe_view.asp?lan_id=2&zok_code=toegankelijkheid_engels
Inserendo il nome del locale (include molti ristoranti, esercizi commerciali) o del museo di vostro interesse, uscirà una dettagliata scheda sull’accessibilità.

Se siete amanti del genere, l’Hard Rock Cafè è solo apparentemente inaccessibile: basta chiedere la pedana per il gradino in ingresso e dentro c’è un enorme montascale che nulla ha a che spartire coi trabiccoli striminziti che si vedono in Italia.
Se i serve un bagno accessibile, in qualsiasi parte del mondo siate, McDonald è la vostra salvezza, soprattutto col copriwater in silicone che vi portate sempre nello zaino attaccato allo schenale.

Amsterdam è comunque meravigliosa e romantica per i suoi panorami e i canali: sembra di stare a Venezia, ma senza scale, ponti inaccessibili, acqua alta e barriere architettoniche sui marciapiedi. Una città non perfetta, ma di gran lunga più agibile dello standard italiano.
Un ultimo consiglio? Compratevi uno smartphone, fatevi una tariffa internet estera (tipo Vodafone Passport) e invece di diventare matti con le cartine (trattandosi di Amsterdam, qui era meglio scrivere mappe), usate un’app come CityMapToGo (la prima città è gratis). Magari compratevi uno di quegli aggeggi che ricarica il cellulare in giro, perché ne farete fuori di batteria! Ricordate: ovunque voi siate, non c’è quasi nessun problema al mondo che non possiate risolvere con uno smartphone connesso a internet e un po’ di buon senso.

Credo di aver detto molto, ma non tutto. Ho volutamente omesso le informazioni che potete trovare sulle normali guide turistiche, che non son mica la Lonely Planet - anche se assumendomi migliorerebbero molto la parte sui disabili! 
Consideratemi a disposizione per qualsiasi chiarimento, non solo su Amsterdam.
Se viaggiare in sedia a rotelle vi è sembrato difficile leggendo questo report, è solo colpa della mia paranoica dovizia di dettagli. Vi dico questo: per quanto possa sembrare complesso, è molto più difficile girarsi Roma o Milano che prendere un aereo e volare via, soprattutto con un forte compagno di avventure.