venerdì 25 aprile 2014

Dio mi ha mandato un segno: ahi che botta!

Chi mi ha seguito ultimamente, si sarà accorto che ho attraversato una specie di crisi mistica. E come sempre accade quando si mette in dubbio il proprio ateismo, ecco che si comincia a vagare in cerca di segni. E quando tendi le orecchie, in ascolto di non sai bene che cosa, finisce che qualcosa lo capti, sempre.

Ho avuto un segno: forte e chiaro.

La croce dedicata a Papa Wojtyla è crollata e ha ucciso un ragazzo di 21 anni. Al contrario dei suoi  oltre quaranta amici sani, il ragazzo non è riuscito a fuggire velocemente, a causa di un handicap motorio, così è rimasto letteralmente travolto da Cristo.

Ti dicono tutti che, se ascolti bene e apri il cuore ad ogni possibilità, finalmente riuscirai a cogliere i segni che Dio ti manda.
Dio, nessuno più di me apprezza l'ironia, ma ecco... magari potevi essere pure un tantino meno cruento.

Orsù, amici credenti, non scandalizziamoci proprio ora. Lo sapete che le mie sono vere provocazioni... vere nel senso che un po' di verità c'è sempre.

Siamo tutti col naso all'aria, in cerca di risposte, segni e miracoli, ma la verità è che troveremo sempre e solo ciò in cui già crediamo.

Chi crede in Dio, vedrà ovunque segni del Suo Amore e della Sua Misericordia. Chi non ci crede, scorgerà nelle brutture del mondo la prova che Dio non esiste.
Io invece credo forse in un Dio personale, nel senso di un Dio che ce l'ha personalmente con me.

A me Papa Wojtyla stava pure simpatico, ma sarebbe più onesto dire che in fondo la Chiesa santifica quelli più simpatici a tutti, anziché chi compie miracoli. Insomma, sono lì a scorgere prodigi laddove ci possono essere altre spiegazioni, ma se nei giorni dell'imminente santificazione, una croce dedicata a Wojtyla crolla e uccide un ragazzo, allora è solo un incidente.

Tra l'altro il ragazzo abitava in via Papa Giovanni XXIII, il Pontefice che verrà santificato a Roma insieme a Giovanni Paolo II. Io qui ci vedo una lotta intestina tra Papi defunti, a colpi di meraviglie e crudeltà. Scommetto che a Giovanni XXIII gli rode che un Papa ancora fresco di salma gli rubi la scena. O forse Dio sta dicendo che solo uno dei due è da santificare...

O forse non esistono né i miracoli né le maledizioni.

Non si può decidere di credere nei miracoli e liquidare come sfortunata coincidenza tutto ciò che va nella direzione opposta a ciò in cui crediamo.

E' questa mancanza di coerenza che non sopporto in chi crede. O anche tutto il resto è una bella e magari improbabile coincidenza, oppure anche una croce che ammazza un ragazzo è un segno di Dio.

Ma chi crede vede solo ciò che vuol vedere e, di solito, si incazza con chi osserva il contrario. E viceversa.

Lo sapevate che la figura dell'Avvocato del Diavolo (quello che deve mettere in dubbio la presunta santità del santificando) è stata abolita per accelerare i processi di santificazione? E' stata abolita per la precisione nel 1983 da Papa Giovanni Paolo II. Ma che coincidenza! Oppure no? Oppure sì, sì, sì, sono TUTTE IMPROBABILI, MA NON IMPOSSIBILI COINCIDENZE!

Tanto per cambiare oggi allora sarò io l'Avvocato del Diavolo: il crollo della croce che ha ucciso un ragazzo di 21 anni è il segno più chiaro che Dio abbia inviato sulla faccenda della santificazione di Papa Wojtyla. Tutti gli altri presunti miracoli impallidiscono a confronto della chiarezza di un simile prodigio.

Eppure Wojtyla ci piaceva così tanto... si vedeva che era buono e simpatico, quasi quanto Papa Francesco. A proposito... magari iniziamo il processo di beatificazione del Francy già ora che è vivo, così ci si porta avanti. Tranquilli che qualche miracolo da attribuirgli salterà presto fuori, perchè la vita stessa è prodiga tanto di portenti quanto di sfighe cosmiche.

Tutti gli uomini hanno bisogno di esempi di vita cui ispirarsi. Io avevo Oscar Pistorius... beh, ammetto di non avere la mira del mio ex-idolo quando si tratta di scegliersi una fonte d'ispirazione.

L'unico errore, forse, è idealizzare le persone che ammiriamo al punto di non vederne i difetti. 
Creare dei Santi non è che un modo per autogiustificare le proprie mancanze.
Sì Wojtyla era un grande, un coraggioso, uno che ha fatto delle cose pazzesche, ma lui c'è riuscito perchè non era mica come tutti noi: Lui era un Santo!

Si arriva al punto di attribuire i propri successi, le guarigioni, il recupero dei rapporti familiari ad un miracolo compiuto non da noi, ma da Qualcuno che nemmeno ci conosce.
Il rovescio della medaglia è però in chi si dispera perchè non ce la fa, non migliora, non riesce a salvare una relazione, perchè Dio non lo aiuta.

Dietro a poche decine di miracoli ci sono migliaia di persone che si chiedono: perchè io non ne sono stato degno?

In verità, in verità vi dico: smettetela di cercare segni della presenza o dell'assenza di Dio. Comunque troverete sempre e solo ciò che già alberga nel profondo del vostro cuore.


E se volete essere salvati, iniziate a salvarvi da soli.