mercoledì 4 giugno 2014

Patti chiari e l'Amicizia poi si vedrà

Come ho già spiegato altre volte, ho creato una pagina Facebook: Adotta una barriera e abbattila: https://www.facebook.com/AbbattiUnaBarriera?ref=ts&fref=ts
Francesca Arcadu mi aiuta a tenerla in piedi... per quanto possano tenere in piedi qualcosa due che non si reggono in piedi.
 
Mi sembra dunque opportuno esplicitare alcune regole rispetto a questa pagina e al mio profilo Facebook.
Per quanto concerne il mio profilo FB personale:
1) Sì, è vero: io la do a tutti… l’amicizia e solo su Facebook. Questo perché cerco il confronto e la condivisione delle iniziative.
Se sei un amico vero, è probabile che almeno una volta ci saremo incontrati nella vita e, probabilmente, ti è toccato pure portarmi in bagno o infilarmi una giacca.
Se mi hai conosciuta tramite il libro o qualche iniziativa, sentiti pure libero/a di commentare e condividere i miei post e chissà che, dopo qualche "Mi piace" - se scrivi post interessanti e non condividi ogni 30 secondi unicamente frasi pescate nel web e foto di gattini - non nasca qualcosa tra noi. Io però non credo nell’amore a prima vista: non rovinare tutto sommergendomi di messaggi privati.
2) Che tu sia disabile o no, chiedermi come mai sono su una sedia a rotelle, abbassa del 90% le probabilità che tra noi possa mai funzionare. Se voglio conoscere meglio una persona, l’ultima cosa di cui parlerei è proprio di disabilità: non credo si possano costruire grandi rapporti usando come punto di partenza ciò che non funziona di una persona.
3) Il fatto che anche tu non cammini, non aumenta le probabilità di diventare mio amico vero. Avere un’enoteca: quello sì che aumenterebbe di molto le tue chance.
4) Se credi di voler diventare mio amico anche nella vita vera, chiedi prima a quelli che mi conoscono bene e vedrai che cambi idea.
5) Io ho un lavoro, il che implica che non sono disponibile a chattare del più e del meno dalle 9 alle 18 di qualsiasi giorno lavorativo. A dirla tutta... la chat proprio la odio, quindi usiamola solo per "comunicazioni di servizio", tipo: "Vedo del fumo uscire da casa tua, che faccio, chiamo i vigili del fuoco?" 
6) Se vuoi solo chiedermi come va, non scrivermi in bacheca e nemmeno in chat: guarda la mia pagina Facebook e scoprirai che, probabilmente, è meglio non chiedermelo.
7) Le persone religiose sono benvenute e ancor più bene accetti sono i loro commenti sui miei post anticlericali, specie se divertenti e/o provocatori. Le bacchettate e i tentativi di conversione, teneteli però sui vostri profili.
8) Il fatto che sia un’agnostica che tenta di fare il passo definitivo verso l’ateismo - fosse facile per una che non cammina! -, non significa che sia disposta a tollerare bestemmie o insulti gratuiti verso varie ed eventuali religioni e divinità. Mi seguono anche amici preti e mi scoccia dover difendere la categoria quando preferirei dimostrare loro che gli atei/agnostici sono più civili di molti credenti.
9) Ti proibisco di postare/taggarmi in foto dove sto di profilo e si vede la proboscide greca.
10) Se non ti ho già dato il mio numero di cellulare, è probabile che non te lo voglia dare.
In relazione a “Adotta una barriera e abbattila":
1) Questa pagina non serve a segnalare barriere architettoniche: anche io vivo in Italia e già so quanto sia bella e impossibile per chi ha un handicap motorio o sensoriale. Se volete lamentarvi, fatelo con chi quella barriera l’ha costruita.
2) Pubblichiamo, e ben volentieri, solo ed esclusivamente le barriere architettoniche, culturali e mentali abbattute o in via di abbattimento. Pubblichiamo cioè i successi di chi si è impegnato a mostrare che dei risultati si possono ottenere. Non importa quanto sia piccola la conquista: il mondo si cambia abbattendo un gradino alla volta.
3) Se volete abbattere una barriera, è lecito chiedere come si fa, ma non dovete pensare che io o Francesca siamo le super-esperte in materia. Volentieri, se lo sappiamo, vi daremo qualche indicazione, ma sicuramente non scriveremo lettere al posto vostro e nemmeno contatteremo i giornali per voi. Abbiamo già molte barriere in adozione da abbattere e non possediamo né il tempo né le energie per combattere su troppi fronti. Una firma su una petizione la mettiamo volentieri, condivideremo altresì i progetti per cui state raccogliendo fondi, se ben specificati. Nessuno però farà il lavoro sporco per voi, non perché temiamo di sporcarci, ma perché siamo già immerse nel fango da spalare fino al collo. 

4) Anche se siete normodotati, non è che fate un favore personale solo a noi disabili, abbattendo una barriera. Lo state facendo per voi stessi: per guadagnarvi il Paradiso, se ci credete. E, se non ci credete, perché quando avrete 120 anni e sarete in sedia a rotelle, se avrete fatto mettere lo scivolo al vostro bar di fiducia, potrete continuare a bervi cappuccio e brioches, alla faccia del colesterolo che evidentemente non vi ha ucciso.

5)      Siti di denuncia ce ne sono tanti e ben più professionali. La Bacheca dei miracoli su Adotta una barriera e abbattila è una piccola isola tropicale, che contemplo ogni volta che mi sembra troppo difficile cambiare il Paese in cui vivo. La guardo e mi ricordo che si comincia sempre dalle piccole cose. Pertanto, anche se le foto di alcuni scivoli mostrano realizzazioni artigianali, con qualche difetto, l’importante è che si possano usare. Non esistono soluzioni perfette in un mondo in cui per costruire uno scivolo permanente devi chiedere il nulla osta financo al Capo di Sato.
 
6) Vade retro disfattisti, almeno qui!
 
Rispettate queste semplici regole e potremmo anche diventare amici davvero... poi però non lamentatevi!