mercoledì 4 maggio 2016

Dimmi cosa posti e ti dirò chi sei

Presente quelle persone tristi che si commentano e ricommentano su Facebook, criticando a vicenda i contenuti dei reciproci post? Ecco, io no. Non spesso al meno... Ok, a volte sì, ma giuro che prima conto fino a dieci... cosa che di solito sortisce l'unico effetto di  farmene venire in mente di più cattive. Diciamo che commento negativamente un paio di volte al mese. Non perché non mi si accapponi la pelle quando incappo nelle minchiate o in affermazioni fuori luogo, ma perché quella mica è la mia bacheca. Una volta al massimo reagivo regolarmente quando le stronzate le scrivevano sulla mia ma, con la saggezza degli anni, ho capito che è più comodo lasciare che siano amici/follower a massacrare gli sprovveduti. Cosa ce l'ho a fare una sedia a rotelle se non per farmi difendere pubblicamente dal qualcun altro?
Però poi mi son venuti dei dubbi, anzi, solo uno: come cazzo è possibile che certa gente mi segua? Intendiamoci, io l'amicizia la do a cani e porci, quella su Facebook intendo. Che mi costa? Un like ogni tanto e forse gli auguri di compleanno in bacheca, regolarmente il giorno dopo. Certo che, facendo come me, di stronzate ne vedo tante e mica mi posso lamentare. C'è sempre l'opzione del blocco, alla peggio. Ma come potrei arrivare a conoscere veramente gli abissi della mente umana se seguissi solo chi mi somiglia? Certo, ho i conati di vomito un post sì e cinque no, ma preferisco sapere in che mondo vivo.
Eppure, una volta l'anno, giusto per correttezza intellettuale, scrivo una pagina del blog, dove riporto tutte le osservazioni che ho avuto l'educazione di non scrivere sui profili altrui. Dio non voglia tu possa pensare che se taccio acconsento. Anzi, nel mio caso, facciamo che se non ci piazzo almeno un like, puoi stare sicuro che per me è una cazzata.
Per cominciare, non credo nella medicina alternativa, ma ritengo che la gente sia libera di curarsi come crede, pure infilandosi un'effigie Sacra nella patata. Eh no, non dare a me della blasfema! E' la Dottoressa Gabriella Mereu che fa camminare i paraplegici usando solo esortazioni e insulti e crede nel potere taumaturgico dell'infilarsi medagliette della Madonna nella vagina. Ora, per me è una cazzata, ma se vuoi provare a darmi della deficiente per vedere se ricomincio a camminare, ti conviene iniziare a correre, che la terapia funzioni oppure no.

E poi, non potrei vivere senza limone e bicarbonato, ne riconosco i molteplici benefici, soprattutto dopo la cassoeula, ma sono abbastanza convinta che non curino il cancro. Tuttavia, se tu ci credi, una TAC al cervello me la farei, perché certe convinzioni si spiegano solo con un tumore nel lobo frontale.

E ancora, per esaurire il tema medico-sanitario, sei libero di non vaccinarti e sei persino libero di non vaccinare i tuoi figli: le vie della selezione della specie sono infinite.
Ecco un altro genere di post che aborro: quelli con su scritto: "FATE GIRARE". Non m'importa se l'oggetto sono i tapiri vivisezionati, i gatti in bottiglia, le pomo-fragole assassine o il canone rai che, se facciamo comunella, smetteremo di pagare. Milioni di click non salveranno il mondo, ma probabilmente le farà girare a molti.

E anche quando pubblichi cose come "Se non condividi questo sei una brutta persona", lungi da me sostenere il contrario. Tuttavia... probabilmente le belle persone come te condividono foto di bambini Down sorridenti, ma sono abbastanza convinta che quelle davvero intelligenti non lo facciano. E se non arrivi da solo a capire perché, temo di non poterti aiutare: credo nella maieutica, ma non sono mica Houdini.

Io ho studiato psicologia e le teorie sul gender le abbiamo praticamente inventate noi, ma ti posso assicurare che tu non ci hai capito un cazzo. E scusa se te lo dico, ma in questo caso comprendo perfettamente come si sente Dio: versare fiumi d'inchiostro per diffondere la comprensione e l'amore tra gli uomini e constatare che la gente ci legge quel cazzo che ci vuole leggere. Almeno la Bibbia è un best-seller e qualcuno se l'è comprato. Tutto quello che sai tu sul gender probabilmente viene da Wikipedia, ma hai travisato pure quella.
E ancora non ho capito come, nella tua piccola mente contorta, se il mio amico Mario si sposa con il mio amico Pietro, questo dovrebbe rovinare la tua famiglia. Notare che non sto dicendo che hai torto, ma che non ci arrivo. Forse dovresti provare a spiegarmelo con un libro, che poi io interpreterò come minchia mi pare, per par condicio.

Probabilmente gli stranieri non sono persone migliori di noi, ma sfortunatamente ho pochi contatti stranieri, quindi le loro minchiate non posso leggerle. Le tue su di loro però sì: per questo trascorro le mie vacanze all'estero. Soprattutto ciò che davvero mi provoca orticarie, eczemi e pustole purulente, sono i post dei disabili che parlano male di altri gruppi sociali. Come dire che sei su una sedia a rotelle e questo non ti ha proprio insegnato un cazzo.

Salvini scrive stronzate, ma probabilmente è meno stronzo di chi lo condivide. Sì, insomma, mi piace pensare che lui sia molto più furbo di quanto non vorrei: sa qual è il suo target e sa come solleticarne le naturali inclinazioni idrofobe. E quando tu condividi un suo post commentando "Di solito non condivido quello che dice, ma su questo ha ragione" dimostri al contempo due cose: che segui Salvini e che non hai il coraggio di ammettere che la pensi peggio di lui. Tutto ciò che so di quello che dice Salvini, lo vengo a sapere da te. Se tu non esistessi, saprei comunque dell'esistenza di Salvini dai giornali, ma potrei illudermi che nessuno lo segue.
Dulcis in fundo... l'apologia del passato
Tutti i post in cui descrivi Amazon/ Zalando/ Google/ centri commerciali/ ebook/ smartphone/ videogichi/ fast-food/ sushi/ chat/ droni/ homebanking/ carte di credito/ Big Pharma o qualsiasi altra novità  dicendo che: è il Demonio/ ruberà posti di lavoro/ si stava meglio prima/ quando c'era lui.../ dove andremo a finire/ una volta la gente/ ai miei tempi/ le nuove generazioni...
Chiariamo in primis che non ammiro necessariamente tutte queste cose, tuttavia prendo quelle che voglio e le altre le lascio agli altri, convinta che:
1) Il progresso miete sempre vittime, essenzialmente tra chi lo rifiuta.
2) Salvo rare eccezioni - di cui al momento non me ne viene manco una - se un'innovazione è una boiata, non serve criticarla: la selezione naturale si applica agli esseri viventi come a tutto il resto.
3) Non si stava davvero meglio "una volta". Al massimo "una volta" eravamo più giovani. E chi ha sempre tenuto un diario, ricorda che nemmeno da giovane era poi sempre così felice.

4) Nessuno ti obbliga ad accettare le innovazioni, proprio come nessuno obbliga me a rinunciarci solo perché tu non ci stai dietro.

5) Ricorda che se fossi nato cent'anni fa, è statisticamente probabile che saresti morto alla prima influenza, forse meno stressato, ma quasi sicuramente molto più giovane.

6) Anche io rimpiango l'era pre-cellulare e varie pittoresche amenità del passato, ma non tornerei in dietro solo perché lo zabaione era considerato una merenda opportuna.

7) Il giorno in cui un nuovo modello di carrozzina elettrica della Otto Bock sarà peggio del precedente, mi convincerò che il progresso è negativo. Attualmente sono così accecata dal poter viaggiare da sola per Milano e sollevarmi con il lift per prendere le cose dagli scaffali, da non riuscire a vedere che tutto ciò mi porterà alla rovina.

Ecco, mi son tolta qualche sassolino dalle ruote. Ovviamente amici come prima, ma solo su Facebook.